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ELENA MUKHINA - TRIONFO DELL'ANIMA (Sub Ita)

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Aggiunto da clservice in Olimpiadi
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Descrizione

La stella che brilla più luminosa si spegne prima.
Elena Mukhina (1960 – 2006) è stata tra le più grandi ginnaste sovietiche di sempre, salita alla ribalta relativamente tardi agli europei di Praga del 1977, stupisce e fa innamorare il mondo intero un anno dopo al torneo iridato di Strasburgo conquistando il titolo nell’all-around davanti a talenti assoluti come Nadia Comăneci e Nelli Kim. L’Unione Sovietica la considera più di una speranza (per chi fosse interessato alla sua storia: https://www.youtube.com/watch?v=D_Og-syu9n0), l’atout per riportare a Mosca il titolo individuale ai Giochi dopo lo smacco del 1976 a Montréal dove una ragazzina appena quindicenne aveva messo in riga la loro fortissima corrazzata. Ed è la stessa Comăneci dopo i mondiali di Strasburgo a pronosticarla come prossima medaglia d’oro (“Elena Mukhina sarà la prossima campionessa olimpica. Ha i nervi d’acciaio e la grazia di un’amazzone.”) tuttavia un gravissimo infortunio durante un esercizio al corpo libero a poche settimane dall’apertura dell’Olimpiade la costringe, prima a una difficile lotta tra la vita e la morte e infine alla tragica sentenza di tetraplegia: resterà bloccata a letto di casa pei i successivi ventisei anni, sino al giorno della sua morte, il 22 dicembre del 2006. Gli organi sovietici, come loro abitudine, avrebbero nascosto l’accaduto con menzogne e mezze verità, verità che sarebbe poi affiorata in tutto il suo dramma solo due anni dopo a seguito della visita dell’allora presidente del CIO Juan Antonio Samaranch il quale aveva preteso di consegnare personalmente alla stessa Elena la Medaglia d’Argento al Valore Olimpico. La vita di Elena era difficilissima, anche solo restare poche ore seduta costava un grande affaticamento e un notevole esercizio per allenare i propri polmoni ad una respirazione non supina. Accudita dalla nonna Anna, con la quale era cresciuta e poi dalla compagna di nazionale e amica Elena Gulina Lena per moltissimi anni, pur continuando a seguire la ginnastica a leggere e a studiare (si laureò a distanza in educazione fisica) cercò di evitare i rapporti col mondo e soprattutto con la stampa. Il documento che viene qui proposto è dunque una delle rare interviste concesse da Elena. Siamo nel 1996 alla vigilia dei Giochi di Atlanta e sono passati sedici anni dall’incidente: Elena ha dovuto fare i conti con un corpo che negli anni cresceva, con la speranza infranta di ritrovare una certa autonomia affidandosi alla riabilitazione proposta dal fisioterapista Valentin Dikul e che si sarebbe mostrata infruttuosa dandole per di più ulteriori problemi ai reni di per sé già affaticati a causa della disabilità. L’intervista qui proposta si alterna con le immagini dei mondiali di Strasburgo e intermezzi di allenamenti, spezzoni di un documentario sovietico del 1978 sulla squadra femminile di ginnastica artistica (Ты в гимнастике. “Tu nell’artistica” per chi interessato qui sottotitolato in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=rLZumNqgq7g). L’intervista realizzata ha il titolo “Elena Mukhina – Trionfo dell’anima” e, in effetti, di questa ragazza, allora donna e che si sarebbe avvicinata durante gli anni di immobilità molto alla religione emergono soprattutto e sono volutamente accentate considerazioni che trascendono la quotidianità più piana, vuoi di una persona in salute ma ancor più di un degente costretto per sempre a letto senza libertà fisica di movimento per interrogarsi su cosa muove nel profondo le nostre scelte e a cosa esse ci spingono e in ultimo conducono; sulle loro conseguenze; sul dualismo solo apparente tra volontà e capacità: sulla ricerca di una pace interiore mai del tutto compresa nelle sue più intime conseguenze, tra quel suo anelito a ricercarla e il terrore di cosa possa consegnare.

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